Pane e rose

da dove vengono queste parole?

Pane e rose, sono parole che hanno assunto nel tempo il significato di potersi associare, di poter far sì che parti diverse nel pensiero e nell’origine possano collaborare in modo pacifico e organizzato, umano e responsabile per l’inclusione, l’integrazione dove le disparità di trattamento di classe sociale, genere, etnia creano esclusione, emarginazione, diverso trattamento.

È politica? Sì, nel senso più profondo di una Polis che veda parti a confronto convergere verso il bene comune. Difficilissimo e meraviglioso. Quanta potenza creativa, quanta forza trasformatrice…

Pane e rose è una proposta di Cecilia Macagno arte terapeuta per un percorso in quattro incontri.

sono parole semplici, ci parlano di quotidianità e bisogno di bellezza.  So che chi legge ha bisogno di racconto, di capire cosa si va a fare
ma vi do poche tracce: lavoreremo con l’arte terapia e con “Pane e Rose”, parole che nate dalla voce di una donna, Rose Schneiderman (1911) hanno lasciato segno e trovata eco in quelle di alcuni poeti come J.Oppenheim (1911), Hikmet (1948), Branduardi (1988)”

Venerdì 10 maggio alle ore 19.00 Primo incontro gratuito di presentazione
I seguenti mercoledì sera ogni quindici giorni:
15 e 29 maggio, 12 giugno
dalle 19.30 alle 21.30

Per chi e perché
per le donne sole e con i loro compagni, per gli uomini soli e con le loro compagne, perché pane e rose prendano vita attraverso immagini risonanze in modo protetto e possano trovare anima e parola
siate temerari: arrivate in coppia!

Toscanalab chiede ai soci un contributo spese di 25€ a incontro
ma… arrivate con i compagni? le compagne? il contributo a coppia è di 40€

     
           

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