La vita è bella. Dialoghi al tramonto del tempo.

Presentazione del libro di Marilde Trinchero
Edizioni Magi

 

SABATO 19 OTTOBRE ore 18.30 

Sarà presente con lei Marco Frosali in dialogo con lei nel libro e in sala.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

La morte è la parte misteriosa della nostra umanità. Spesso ci accompagna silenziosamente, senza richiedere attenzione. Altre diventa presentissima perché qualcuno che ci è caro se ne va. Ma è sempre con noi, cercando il nostro sguardo, per offrirci profondità e completezza.

Non sappiamo. Non possiamo sapere. La morte è il confine inconoscibile che rende fragili, guardinghi. Ci fa volgere gli occhi, spostare l’attenzione, cercare soluzioni temporanee e insoddisfacenti che non fanno altro che renderci più lontani dalla bellezza della vita, più mancanti a noi stessi.

Marilde Trinchero ha scelto di non spostare lo sguardo, ha scelto di prestare tempo e attenzione a questa parte essenziale della vita.

     
           

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Chi è Marilde Trinchero?

arte terapeuta, scrittriceArte terapeuta, scrittrice sito

Le immagini, il corpo, le parole, sono al centro dei miei interessi professionali. Lavoro con adulti, individualmente e in gruppo, con l’arteterapia, le tecniche di rilassamento e la scrittura. I  libri: La solitudine delle madri e  Reclusioni di corpi e di menti e La vita è bella (Magi Edizioni), sono frutto e spunto di riflessioni sulle tematiche della creatività, della maternità del femminile e della morte. Considero fondamentale mantenere saldo il filo della memoria delle esperienze che viviamo, orientando lo sguardo al futuro. E penso che ciò che davvero conta nella vita, sia il coraggio di non rimanere sconosciuti a se stessi.
Marilde Trinchero arteterapeuta-scrittrice

Marilde Trinchero intervistata dalla rivista “IDEA”

Marilde, il tuo libro La vita è bella. Dialoghi sul tramonto del tempo è molto atipico rispetto ad altri libri che ho letto sul tema della morte. Non c’è una tesi, e neppure un tema centrale. Piuttosto, ti sei messa in ascolto di quello che altri (morenti, familiari, operatori sanitari, tanatologi, militanti per il suicidio assistito) avevano da dire nell’avvicinarsi al mistero della morte. Ci racconti con quale atteggiamento ti sei accostata a questo tipo di scrittura?

Il libro La vita è bella è nato dall’urgenza di apprendere qualcosa su un argomento per il quale mi sentivo sprovvista di strumenti. L’atteggiamento con cui mi sono accostata a questo tipo di scrittura è stato analogo a quello di chi compie un viaggio in un territorio del quale ha una conoscenza limitata e desidera osservare e apprendere il più possibile. Un viaggio privo di un itinerario stabilito in precedenza, coltivando la fiducia che ogni tappa del percorso mi avrebbe suggerito quella successiva. Come in effetti è poi accaduto.

Ho incontrato presto la morte nella mia vita, e mi sono documentata leggendo libri e guardando film, tuttavia la sensazione che mi ha spesso accompagnata è che la morte mi osservasse e io non riuscissi mai a restituirle uno sguardo diretto. Per questo motivo provo molta gratitudine verso coloro che, attraverso le loro testimonianze, mi hanno permesso di conoscerla meglio. Preparandomi (illudendomi di farlo?), per quando sarà il mio tempo.
La psicologa Claudia Bert (associazione Il Faro) dialoga con l’autrice Marilde Trinchero. Storie di vita, testimonianze di malattie, cure palliative… Ci si interroga sulla malattia e sulle scelte che essa talvolta comporta. Si racconta di vite mancate e di vite compiute, di risate, e di felicità, possibili sul limitare dei giorni. E di amore. Di arte, anche, come mezzo utile per esorcizzare l’angoscia del morire. Si narra di morte, ma ancor più si narra di vita.

«“La vita è bella” è nato dal desiderio di riflettere sulla morte, consapevole che con il procedere del tempo l’appuntamento si avvicina”», spiega Marilde Trinchero, intervistata dalla rivista “IDEA”. «È un libro che ha trovato progressivamente una forma attraverso il dialogo con diverse persone che hanno condiviso il proprio vissuto su questo argomento scomodo. Raccontandomi la loro storia mi hanno dato l’opportunità di addentrarmi in un territorio di cui si parla molto po­co: quali pensieri attraversano chi sta per morire? Quali emozioni conducono a pensare al suicidio? Quanto tempo è necessario affinché un lutto sia meno doloroso? Come si può continuare a vi­vere dopo la morte di un figlio?».

«La morte è una fase della vita di cui mi sono occupata esclusivamente tramite la scrittura, ho inserito però nel libro, essendo anche arteterapeuta, un capitolo dedicato all’arte», prosegue la nostra interlocutrice. «Sono davvero nu­merosi gli artisti che, at­traverso il loro strumento creativo, hanno provato a esorcizzare le paure e le angosce che la morte provoca. Munch e Alfred Kubin, sono due fra i tanti che hanno dedicato alla morte, al lutto, al dolore, parecchie delle loro opere».
Il messaggio che Marilde Trinchero vorrebbe arrivasse ai partecipanti al convegno albese è che parlare di morte fa bene, come chiarisce: «è positivo affrontare l’argomento attraverso libri, seminari, convegni, conferenze, o qualunque altra cosa contribuisca ad avere più dimestichezza con l’appuntamento ineludibile della vita.

2 Comments
  • Laura Tasselli
    Scritto 12:18h, 23 settembre Rispondi

    Uno dei fili portanti della mia vita. Spero nel prossimo futuro, di riuscire a dare una forma comoda al tanto che contengo. Intanto sono felice di apprendere questa notizia e parteciperò grata dei frutti maturi di Marilde Trinchero.

    • Cecilia
      Scritto 10:23h, 24 settembre Rispondi

      Grazie Laura, ti aspettiamo il 19 ottobre

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